![]() San Liborio torna al Museo Diocesano dove racconta la sua storia a migliaia di visitatori |
MOLFETTA 14/04/2026comunicato stampa Il Polo Culturale diocesano precisa l’origine della scultura dell’antico patrono di Molfetta San Liborio torna al Museo Diocesano dove racconta la sua storia a migliaia di visitatori Nei giorni scorsi una scultura lignea settecentesca raffigurante San Liborio è stata trasferita dal Museo Diocesano alla chiesa di Santo Stefano dove, in prossimità della ricorrenza liturgica del 9 aprile, è stato venerato dai fedeli, lì dove anticamente vi era il culto. Per l’occasione è stata anche ripresa un’antica novena ottocentesca che testimonia la devozione che i confratelli del pio sodalizio hanno coltivato verso il santo francese. Le origini della statua e del culto, tuttavia, sono molto più antiche e risalgono agli inizi del settecento, più precisamente al 1712, allorchè essendo la chiesa di S. Stefano parrocchia (detta La Parrocchietta) il parroco dell’epoca volle introdurre questo culto «per far crescere il concorso del popolo nella detta chiesa parrocchiale e per maggior culto divino» oltre che per offrire un intercessore a «quelli che patiscono dolor di fianco, impedimenta d’urina». Le notizie, minuziose e puntuali, sono contenute in un rogito del notaio Giovan de Lisena del 1 settembre di quell’anno, che precisa come grazie a contatti romani il presbitero abbia ottenuto le reliquie del Santo ed abbia «procurato ancora far fare una statua intiera (…) venuta da Napoli». Il documento, portato alla conoscenza pubblica dall’ottimo studioso Corrado Pisani già nel 1995, aggiunge inoltre che «esso Paroco dichiara haverle fatte venire solamente per l'Altare Parochiale esistente in detta chiesa, e non per la Venerabile Confraternita» specificando infine che «quandovunque si strasferisse la Parochia da detta Chiesa di s. Stefano in qualsivoglia altra chiesa (…) vi si trasferischi ancora detta statua con le reliquie di detto s. Liborio, perchè esso Paroco da ora e dal principio, che ha cominciato à procurare di far venire detta reliquia e statua, ha determinato di unirle coll'altare Parochiale e non con la Confraternita di s. Stefano…». Quali siano state le motivazioni che hanno indotto a suo tempo il Rev. Don Stefano Raguseo a precisare queste indicazioni non è dato sapere. Dal canto suo, il Polo Culturale Diocesano, nel pieno svolgimento delle proprie funzioni di tutela, ricerca scientifica e valorizzazione del patrimonio storico artistico ecclesiastico, garantisce la fruizione dell’opera, da sempre esposta nelle sale a piano terra della struttura museale, continuando a far raccontare a San Liborio la sua storia a migliaia di visitatori. #weareinmolfetta #ilovemolfetta #museodiocesanomolfetta #tiportoinpuglia #nicetomeetyoupuglia #flytopuglia #associazioneollmuvi #rootstourism #pugliesinelmondo |
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