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Molfetta nel cuore: una mattinata tra storia, fede e radici che non si spezzano


Molfetta nel cuore: una mattinata tra storia, fede e radici che non si spezzano MOLFETTA 13/10/2026


Domenica 11 ottobre, Molfetta si è svegliata con un’energia speciale. Le strade del centro storico, in un giornata coperta, hanno accolto un gruppo di quaranta persone: turisti, famiglie, nonni e nipoti che, passo dopo passo, hanno attraversato la città antica come si sfoglia un libro di storia, di emozioni, di identità.

A rendere questa giornata unica è stata la presenza della famiglia Tattoli, arrivata dagli Stati Uniti: Frank, molfettese doc, e Lena, con le sue radici ben salde nella grande famiglia "Acito" di Bernalda. Sono stati loro a voler condividere Molfetta con i propri cari, scegliendo di farlo nel modo più autentico: camminando, respirando la pietra, ascoltando le storie, lasciandosi guidare da chi questa città la ama e la racconta ogni giorno.

Per questo hanno coinvolto l’Associazione Oll Muvi – I Love Molfetta, nella persona di Roberto Pansini, da anni punto di riferimento per gli emigrati e per chi desidera riscoprire la propria terra attraverso il turismo delle radici. Roberto lo ripete spesso: “Molfetta va vissuta a piedi, tra il centro antico e il mare, dove la storia medievale incontra le tradizioni marinare e la natura carsica.”
E così è stato.






Una guida speciale: Don Ignazio Pansini.

Ad accompagnare il gruppo, una presenza d’eccezione: Don Ignazio Pansini, profondo conoscitore del centro storico.
Dal grande arco che si affaccia su Corso Dante, il gruppo ha varcato la soglia della città antica, immaginando le maestose porte che un tempo si chiudevano rumorose sui cardini ancora visibili. Molfetta, ponte verso l’Oriente, si è svelata nella sua struttura ellittica, nelle sue vie strette che proteggono dal vento, nella sua pianta a spina di pesce che racconta secoli di vita e di mare.


Tra Romanico Pugliese, arte sacra e memorie antiche. La passeggiata ha condotto i visitatori fino al Duomo di San Corrado, simbolo indiscusso della città. Le sue tre cupole, le due torri, l’ingresso sul mare, la decorazione arabeggiante dell’abside: ogni dettaglio ha lasciato il gruppo senza parole. Qui la storia non si osserva soltanto, si sente.

La visita è proseguita al Museo Diocesano, scrigno prezioso di arte sacra e memoria collettiva. Grazie alla professionalità di Lucrezia Modugno, i turisti hanno potuto ammirare le antiche statue della Settimana Santa, i dipinti del Giaquinto, un'immensa biblioteca e una sala immersiva che racconta le feste patronali della diocesi con immagini che emozionano il cuore.





Una tappa anche nella Cattedrale di Santa Maria Assunta, custode delle reliquie di San Corrado, e nella suggestiva Chiesa del Purgatorio, aperta grazie alla disponibilità del priore Girolamo Caputi, dove riposano le statue della Settimana Santa molfettese.





Dopo la visita culturale, il gruppo ha scelto di fermarsi in un ristorante sul mare, "Ricomincio da 3", dove la cucina marinara ha fatto il resto: profumi, sapori, tradizioni che parlano di casa.
Un’accoglienza calorosa, quella riservata agli ospiti speciali, che ha reso la giornata ancora più indimenticabile.




Il turismo di ritorno: quando gli emigrati diventano ambasciatori della loro terra.

Questa esperienza è molto più di una semplice visita guidata.
È la prova che gli emigrati sono i più grandi promotori di Molfetta nel mondo.
Sono loro, con il cuore pieno di nostalgia e orgoglio, a riportare ogni anno amici, parenti, nuove generazioni a scoprire la bellezza della città che li ha visti nascere o che ha accolto i loro antenati.

Un grazie speciale a Frank e Lena Tattoli, che anche quest’anno hanno scelto Molfetta per le loro vacanze e hanno voluto condividere questa giornata con la meravigliosa famiglia di Bernalda.
Hanno apprezzato tutto: la storia, l’arte, il mare, la cucina, ma soprattutto l’accoglienza.
Quella accoglienza che fa sentire ogni emigrato non un turista, ma un figlio che torna a casa.

Molfetta è pronta: il turismo delle radici è il suo futuro!

Questa mattinata lo dimostra: Molfetta ha tutte le carte per un turismo più ricco, più interessante, più identitario.E quando a promuoverla sono i suoi figli sparsi nel mondo, il risultato è ancora più straordinario!

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