![]() Due remi e una barca |
MOLFETTA 31/08/2016Sonnolenta, la sfilacciata sartia che tiene a riva una barchetta (nè lènze), fa intravedere due remi appoggiati a croce suoi paioli in disordine. Un fiocco della bavetta a San Domenico, il venticello che scende dalla scale della chiesa di San Domenico e rinfresca il tardo pomeriggio, risveglia dal torpore assolato la barchetta. Sul pennello, sogno inchiodato nel cuore dei nostri all’estero, ad un tratto si anima di gente, di colori, di giovani, di anziani, di Personalità anche di alto rango, di remi che odoravano di resine antiche, dipinti di fresco con i colori della Lega Navale Italiana. La barchetta curiosa e intenerita dal calore del sole radente sembra mettersi in bella mostra e sogna. OH, una cordicella mi tiene ancorata suoi paioli, in croce, la mia forza, la mia libertà, i miei remi. Il pennello si anima sempre più con un appropriato sottofondo musicale e Lucrezia D’Ambrosio, l’animatrice che ha sposato Molfetta, dice: "Benvenuti su questo lembo di terra rubato al mare da sempre, primo braccio del nostro porto, palcoscenico sognato a distanza di mille e mille chilometri, oggi, con la partecipazione del nostro Vescovo don Mimmo Cornacchia, con la benedizione di questi remi che orneranno la processione della Madonna dei Martiri di Hoboken, diventa un ponte a due vie, benedice e spedisce un simbolo, i remi, e ne ricava speranza di un futuro migliore per i Molfettesi nel Mondo e per questo nostro benedetto vecchio mondo." Perchè i remi? La prima processione a mare dell’icona della Madonna dei Martiri partiva su due bilancelle (piccole barche che pescavano in coppia) dalla scala a due passi dal Santuario a rimorchio e a remi. Quando i vogatori erano pronti battevano il portone del Santuario con i remi, segno che si poteva partire. Mons. Giuseppe De Candia |
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