
Molfetta, 07/04/2026
Il brigantino a palo Valente, una riceerca di Corrado Pisani
La storia del settore armatoriale molfettese registra l’acquisto di unità navali di diverso tipo, costruite in cantieri nazionali o esteri. Le vicende che riportiamo di seguito riguardano un veliero di costruzione italiana.
Nel 1856, nella città di Livorno, il cantiere del costruttore navale (già capo maestro d’ascia) Giovanni Gori di Antonio costruì e varò due velieri. Il primo era uno scooner brigantino chiamato Piccolo Luca di 164,67 tonnellate. Il secondo era un barck (o bark) chiamato Baldassarre Stefano (o più esattamente Baldassarre Stefano Mimbelli) di 240,67 tonnellate, costruiti per i signori Flori e Mimbelli (Capitano Giovanni Mimbelli).
Il secondo veliero era una polacca o pollacca ossia un bastimento a tre alberi, dei quali il trinchetto e maestra erano a pioppo con vele quadre e l’albero di mezzana pure con vele quadre, ma senza trevo e con una vela aurica.
Nel 1859 il veliero scampò ad un naufragio come testimonia un ex voto custodito nel Santuario della Madonna di Montenero, dedicato alla Madonna delle Grazie, collocato su una collina che domina il mare e il porto di Livorno. L’ex voto fu esposto nella IIa Mostra Nazionale d’Arte Marinara, promossa in Roma dalla Lega Navale Italiana, svoltasi presso il Palazzo delle Esposizioni dal 28 dicembre 1927 al 31 gennaio 1928. Lo stesso fu riprodotto in un articolo dell’avv. Vincenzo Sechi di Roma pubblicato il 1° aprile 1928 nella rivista mensile «La Lettura» del “Corriere della Sera”.
Mezzo secolo più tardi, in occasione della mostra (tenutasi dal 25 ottobre 1981 al 31 gennaio 1982) dedicata agli Ex voto marinari del Santuario di Montenero, organizzata dalla Provincia di Livorno, il catalogo delle opere esposte, edito per conto del Comune di Livorno, curato dalla dott.ssa Federica Ugolini Lettieri, riporta al numero 98 il dipinto votivo di un ignoto pittore, realizzato con la tecnica dell’olio su vetro, della polacca Baldassare Stefano Mimbelli.
Il veliero, di proprietà dell’armatore Ivan Antonio Mimbelli (1796-1880) di Pelješac (Sabbioncello, Croazia), sotto l’immagine riporta la scritta che descrive il salvataggio della nave da sicuro naufragio accaduto durante il comando del capitano Luka Mrčevića (1816-81):
Il testo (modificato per consentirne una maggior comprensione) è il seguente: «IL VOTTO FATTO ALLA SANTA VERGINEA DI MONTE NERO. IL CAPITANO LUCA. MERCOVICH DELLA POLLACCA NOMINATA BALDASSARRE. STEFANO. MIMBELLI. CHE FU SORPRERO DA UN ARAGANO DA’ VENTO DA PONENTE IN NELLA LATTITUDINO 46. 48. Jmta ... E LOGNITUTO 5° 10 PONENTE ... IL DI 28 / DECOMBRE ALLE ORE 5 DI MATTINA DELL ANNO 1859. E PRE LINTORKEIONE DELLA BEOTTA VERGME MARIA FU FALIEOMENTE SALCATO (leggi: per l’intercessione della Beata Vergine Maria fu felicemente salvata) IN PORTO DI FALMUTT IL DI 4 GENNAJO DELL ANNO 1860 ANVERSA LI 20 FEBBRAIO DELL ANNO 1860».
Il veliero, con sei uomini di equipaggio, investito da fortunale il 28 dicembre 1859, riuscì ad entrare sano e salvo nel porto di Falmouth (cittadina della Cornovaglia, in Inghilterra, situata sul canale de la Manica) il 4 gennaio 1860.
Le coordinate geografiche dovrebbero coincidere con le seguenti latitudine 46° 48' N., longitudine 5° 10' O. che danno un punto nave posto nel Golfo di Biscaglia.
Tre anni dopo lo scampato naufragio, il 22 dicembre 1862, la polacca “russa” Baldassare Stefano Mimbelli, al comando del capitano Giovanni Gurich di Orebich, restò incagliata a poca distanza dal porto di Odessa. Fu successivamente disincagliata.
Nel marzo del 1864 la polacca Stefano Baldassarre Mimbelli, capitanata da Luka Matkovich di Borje del comune di Kuna (o Cunna, odierna Kuna Pelješka, frazione di Sabbioncello), salpò da Costantinopoli alla volta di Livorno. Il 3 aprile, il marinaio Nicolò Gheriza di Matteo da Prisdrina (frazione di Kuna), imbarcato su questo veliero dal 3 agosto 1863, per uno sfortunato ed imprevisto incidente, presso l’isola Shiros (Siro) nell’arcipelago delle Cicladi nel Mar Egeo, cadde in mare e dopo pochi minuti fu visto dall’equipaggio affondare ingoiato dalle onde.
Il veliero sino al 1868 fu di proprietà dell’armatore Mimbelli. Nell’agosto 1870 il veliero lasciava Trieste diretto al porto russo di Taganroka (odierno Taganrog).
Il 12 luglio 1872, il bark Valente, al comando del Capitano Angelo Casella, partì da Tunisi per un viaggio con destinazione l’Inghilterra. Due giorni dopo (14 luglio), si arenò sulla costa di Mehdia (o Mahdia), città costiera della Tunisia, a circa 75 km. a SSE di Susa.
Nel 1873 il brick Valente era registrato al n. d’ordine 3575 dell’elenco del naviglio a vela della marina mercantile italiana. Il documento certifica i seguenti dati: Capitano D. Molfino. Luogo ed anno di costruzione Livorno, 1856. Porto di iscrizione Livorno. Tonnellaggio di registro 251. Proprietario Francesco Berti. Alla data del 30 dicembre 1880, il brigantino Valente, iscritto al n. 69491 di Malta, di 226 tonnellate di registro, era di proprietà del banchiere maltese Emmanuele Scicluna (1820-86) di La Valetta.
Nel 1882, il veliero Valente, con segnale distintivo SQBK, di 225 tonnellate di registro, iscritto al n. 3249 della matricola del Compartimento marittimo di Genova, era inserito nella Lista delle navi italiane (pag. 121), aggiornata al 31 dicembre di detto anno.
Sempre nello stesso anno (1882) fu acquisito dal negoziante molfettese Paolo Binetti fu Sergio che lo iscrisse sotto la matricola n. 1001 del Registro matricola del Compartimento marittimo di Bari. Il 12 luglio 1883, l’armatore Paolo Binetti vendette l’intero brigantino a palo, a un ponte e tre alberi, di 221,43 tonnellate, al negoziante Giuseppe Fiore di Matteo per 10.000 lire.
Nel biennio 1883-84, il veliero Valente, era sempre iscritto al n. 1001 della matricola del Compartimento marittimo di Bari. Nel primo semestre del seguente anno (1885) il veliero transitò sotto il n. 3378 della matricola del Compartimento marittimo di Genova.
Nel successivo anno (1886), la polacca di 323 tonnellate di stazza netta fu acquistata dall’armatore di grandi navi Salvatore Gauci di Livorno, che la ribattezzò B.S. Mimbelli e la iscrisse al numero 78208 del porto d’armamento di Malta. Le dimensioni di stazza in piedi inglesi (metri italiani) erano: Lunghezza 111,5 (m. 33,98). Larghezza 29,3 (m. 8,93). Altezza 12,8 (m. 3,90).
Il 21 dicembre 1888 il veliero fu tirato in secco a Gibilterra, verosimilmente per essere demolito.
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