Un dono per la Chiesa, un segno di speranza, un nuovo - eccomi - consegnato alla storia

 

Un dono per la Chiesa, un segno di speranza, un nuovo - eccomi - consegnato alla storia

 

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Molfetta, 12/04/2026


Circa settecento i fedeli giunti dalle città di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo, Terlizzi, segno di un affetto già vivo e concreto.

L’ evento è stata occasione di unione e incontro tra due comunità: quella di Andria, che ha generato alla fede e al ministero “don Mimmo”, e quella di Molfetta, che lo accoglie come pastore.






A sottolineare la significatività di questo passaggio di mons. Basile nella stessa Puglia dalla diocesi di origine a quella in cui si appresta a insediarsi, la presenza numerosa di vescovi provenienti da tutta la regione e da altre regioni d’Italia, insieme a sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose delle due diocesi, e ad aggregazioni laicali, confraternite e un numeroso popolo di fedeli che ha gremito gli spalti del palazzetto. Accanto a loro, autorità civili e militari, amici e tante persone che hanno condiviso tratti del cammino umano e spirituale del nuovo vescovo.


Una gioia grande, condivisa, quasi palpabile, È quella che ha riempito il Palazzetto dello Sport di Andria nel pomeriggio di sabato 11 aprile, quando, trasformato per l’occasione in una grande e suggestiva aula liturgica, ha accolto l’ordinazione episcopale di mons. Domenico Basile, nuovo vescovo della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi.


Il discorso di ringraziamento di mons. Basile

Profondo e denso di emozione il saluto finale del nuovo vescovo, attraversato da un unico grande filo conduttore: la gratitudine. «Rendete grazie al Signore perchè è buono: il suo amore è per sempre» – le parole del salmo hanno fatto da cornice a un racconto personale e ecclesiale che è diventato preghiera.

Mons. Basile ha riletto la propria vocazione alla luce della misericordia di Dio, riconoscendo la sproporzione tra il dono ricevuto e le proprie forze: un “eccomi” possibile solo perchè fondato sull’amore fedele del Signore. Ha indicato con chiarezza anche la priorità del suo ministero episcopale: l’annuncio del Vangelo, «perchè dall’ascolto del Vangelo nasce la fede»
e la Chiesa trova la sua speranza.

Con emozione, mons. Basile ha rivolto le sue parole alla diocesi di Molfetta, che ora è chiamato a servire, esprimendo gratitudine per l’accoglienza ricevuta e per il cammino già tracciato dai suoi predecessori. Un pensiero speciale lo ha dedicato alla figura di don Tonino Bello, «un vescovo fatto popolo», la cui testimonianza continua a interpellare e orientare.

Proprio da questo riferimento è scaturito un appello forte e attuale: quello alla pace. Non solo invocata, ma costruita ogni giorno, «disarmando i cuori e le parole», in un impegno che coinvolge tutta la comunità.


Un “eccomi” consegnato alla storia

L’ordinazione, dunque, non è stata soltanto una celebrazione solenne, ma un’esperienza ecclesiale intensa, in cui la liturgia si è intrecciata con la vita, la memoria con la speranza. Il palazzetto, divenuto cattedrale, ha restituito l’immagine di una Chiesa viva, capace di radunarsi, di pregare, di gioire insieme.

Nei gesti e nella preghiera corale del popolo di Dio si è aperto un nuovo tratto di cammino: quello di un pastore chiamato a guidare, servire, annunciare.

E mentre i fedeli coglievano l’occasione di salutare il novello vescovo e lentamente si allontanavano per far ritorno alle proprie città, restava nel cuore di molti la percezione di aver partecipato a qualcosa di più grande: un dono per la Chiesa, un segno di speranza, un nuovo “eccomi” consegnato alla storia.


fonte sito web https://www.diocesimolfetta.it CLICCA QUI E LEGGI LA NEWS COMPLETA.


Anche noi dell'Associazione Oll Muvi, noti attraverso il brand "I Love Molfetta", accogliamo con gioia e spirito di servizio le sue parole, pronti a metterci in cammino sotto la sua guida per essere testimoni di speranza e di carità nel nostro territorio e verso le comunità dei molfettesi emigrati nel mondo.

 

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