Il centesimo chilometro: la rinascita di Michele Marrano

 

Il centesimo chilometro: la rinascita di Michele Marrano

 

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Molfetta, 26/05/2026



Classe ’73, Free Runners Molfetta – un esempio di forza, coraggio e resilienza

Michele Marrano, classe ’73, atleta amatoriale dei Free Runners Molfetta, ha corso tante gare nella sua vita. Ne ha vinte, ne ha sudate, ne ha amate. Ma dentro di sè custodiva un sogno più grande di tutti: affrontare la regina delle ultramaratone, la leggendaria 100 km del Passatore, la corsa che unisce Toscana e Romagna e che da decenni è considerata una delle prove di resistenza più dure e affascinanti al mondo.

Un sogno che sembrava lontano… fino al giorno in cui la vita ha deciso di metterlo alla prova.

La diagnosi, la promessa, la rinascita
Michele ha 52 anni quando il chirurgo gli dice poche, potentissime parole: “È andato tutto bene.”
Esce dall’ospedale con qualche foro sulla pancia e una promessa scolpita nel cuore. L’aveva fatta a se stesso mentre, in sala operatoria, contava le piastrelle del soffitto per non pensare alla paura: se tutto fosse andato bene, avrebbe corso più lontano di quanto avesse mai osato.

Prima dell’“ospite indesiderato”, Michele era un podista appassionato: mezze maratone, trail della domenica, dieci chilometri corsi con entusiasmo e dedizione. Ma dopo l’intervento, correre è diventato qualcosa di diverso: un modo per chiedere scusa al proprio corpo e, allo stesso tempo, per ringraziarlo.
Un dialogo intimo, chilometro dopo chilometro.


La preparazione: quando la follia diventa determinazione. Nessuno, nella sua società, aveva mai affrontato una 100 km. Solo il veterano Gaetano Milone poteva raccontare cosa significasse. In tanti hanno detto a Michele che era pazzo. In molti di più lo hanno sostenuto con affetto, stima e ammirazione.

Così sono iniziati i giorni che cominciano alle 5 del mattino, o alle 20.30, o alle 12.30, o alle 14.
Perchè quando hai un sogno, ogni ora è buona per inseguirlo.

Prima 30 km.
Poi 50.
Poi 60.
Poi un allenamento da 70 km sotto il sole di aprile, lasciandosi alle spalle la magnificenza di Castel del Monte.

Quel lungo viaggio di 70 km finisce con Michele sdraiato davanti a una fontana, a ridere e piangere insieme. In quell’istante capisce che il dolore e la fatica sono suoi, non della malattia. Ogni chilometro è un pensiero dolce alla sua famiglia: sua moglie, sua figlia, il suo cane. Tutti parte di un cerchio magico che lo accompagna.


Nel giorno delle Palme, la vita torna a bussare con forza. Un altro ostacolo, un’altra curva inattesa. E Michele, ancora una volta, decide di reagire andando oltre. Più lontano di quanto avesse mai osato.

Ha sofferto, ha stretto i denti, ha affrontato salite e discese infinite, con un ginocchio completamente KO. Ma la testa era lì, più forte che mai.

La 100 km del Passatore: il traguardo che diventa rinascita.
La sua gara non è solo una corsa.
È un viaggio fisico e mentale che ti mette a nudo, che ti costringe a guardarti dentro, a riconoscere le tue forze e le tue fragilità.
È la prova che se ci credi davvero, nulla è impossibile.

Michele taglia il traguardo della 100 km del Passatore come un inno alla vita.
Un uomo rinato.
Un atleta che ha trasformato la paura in coraggio, la fatica in gratitudine, il dolore in forza.


L’abbraccio dei Free Runners Molfetta
Per i suoi compagni di squadra, Michele è molto più di un atleta.
È un esempio.
È un fratello.
È la dimostrazione vivente che la resilienza può portarti ovunque.

“Un vero esempio di forza, coraggio e resilienza, e motivo di orgoglio per noi Free Runners!”


Anche noi dell’Associazione Oll Muvi, con il brand I Love Molfetta, ci uniamo all’abbraccio della città e della sua comunità sportiva.

Ci congratuliamo con Michele per questo risultato straordinario, da vero campione.
Un esempio da seguire… scappando!


 

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