I mercantili molfettesi (1860-1885) - Parte II - di Corrado Pisani

 

I mercantili molfettesi (1860-1885) - Parte II - di Corrado Pisani

 

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Molfetta, 03/06/2026



Qui di seguito la seconda parte della ricerca storica sui "mercantili molfettesi" realizzata dal nostro amico Cav. Corrado Pisani. Un contributo prezioso alla memoria collettiva della nostra comunità, che l’Associazione Oll Muvi, affermata nel mondo attraverso il brand "I Love Molfetta" è lieta di ospitare sul proprio sito web.


Proseguiamo nel riportare i restanti sedici velieri costruiti dai maestri d’ascia molfettesi:

21. Trabaccolo IL BENIGNO. Costruito a Molfetta nel 1859-60 da Mauro Mezzina con immersione pari a 2,27 metri. Nel 1864, classificato lougre di 63 tonnellate, era comandato da Giovanni Battista Coppolecchia, mentre armatore era D. de Judicibus. Il 30 novembre 1868, il pielago, di 63,26 tonnellate, iscritto al n. 219 del Registro matricola dei velieri del Compartimento marit­timo di Bari, fu venduto da Matteo de Judicibus a Francesco Panunzio per 1.500 ducati napoletani pari a 6.375 lire italiane. Nel periodo 1880-88, iscritto al n° 376 del Compartimento marittimo di Bari, classificato goletta e ribattezzato SOFFRITEMI registrava una stazza di 49 tonnellate. Suo Capitano era France­sco Laurora. Armatore Nicola Scoccimarro di Trani e Compagni. Nel gennaio 1889 era già di proprietà dell’armatore Cap. D. Romanelli che gli impose il nuovo nome di MADONNA DELLA LIBERA. Sue caratteristiche e dimensioni (in metri): tonnellate 54; lunghezza 18,55; larghezza 5,36; puntale 2,85. Radiato dopo il 1892.

22. Goletta DEMETRIA. Costruita a Molfetta nel 1860, di 67 tonnellate e immersione di 2,59 metri. Nel 1869 suo Capitano era S. Debitondo (meglio Di Bi­tonto); armatore era F. Pavoncelli. Nel 1873, iscritto al Compartimento marittimo di Bari, era inserito al numero d’ordine 912 dell’elenco del naviglio a vela della marina mercantile.

23. Goletta IMMACOLATA. Costruita a Molfetta nel 1860, di 161 tonnellate e immersione di 2,92 metri. Nel 1869, iscritta nel porto di Otranto, era comandata dal Cap. L. Savarese e di proprietà dell’armatore B. Basalu. Nel 1873, riportata al numero d’ordine 1815, iscritta al Compartimento marittimo di Napoli e vantava 147 ton­nellate di Registro. Non censito nel 1876-77.

24. Pielago GARIBALDI. Il 19 feb­braio 1860, per scrittura privata, i fra­telli Pasquale e Domenico Uva promisero di terminare la costruzione di un pielago già iniziato e che re­stava venduto a Sergio Poli di Giu­seppe (carati 9), Sergio Poli di Graziano (carati 9) e Francescantonio Binetti fu Pasquale (carati 6) per 800 ducati, incluso il controvalore di un vecchio pielago. Il seguente 11 marzo, essendo naufra­gato il vecchio pielago, i fratelli Uva ricontrattarono il prezzo di detta costruzione aggiungendovi altri 120 ducati, controvalore del pielago affon­dato. Il veliero fu varato nel 1861. Saltando tutti i passaggi di proprietà, diremo che il 31 agosto 1907, proveniente dal n. 378 del Com­partimento marittimo di Bari, il ve­liero fu iscritto al n. 4 del Registro matricola dei velieri del Circondario marittimo di Molfetta. Proprietario era Luigi Carboni fu Vin­cenzo, domiciliato a Trani. Cancellato dalle matricole di Molfetta il 20 marzo 1916, in seguito a naufragio nel porto di Patrasso.

25. Schooner SAN FRANCESCO poi S. FRANCESCO. Costruito a Molfetta nel 1862, di tonnellate 62 e immersione di 2,27 metri. Gli atti notarili certificano che il 6 novembre 1859 il maestro calefato Mauro Mezzina di Nicola aveva concordato con il negoziante Francesco Damiani del fu Vincenzo, residente in Bari, la costruzione di «un corpo di Bastimento, con timone in fonno all’uso moderno; simile per dimenzione e tonellate a quello fatto a Raffaele Binetti di qui, denominato il Benigno». Il contratto stabiliva, inoltre, che «L’impiantamento del Legno deve esser fatto nel Cantiere di Molfetta nel locale detto Via Crucis e la sua consegna finale debbasi eseguire qui in Molfetta al finire dell’ottobre dell’entrante Anno Mille ottocento sessanta» e questo per il prezzo di 1450 ducati, escluso i ferramenti che erano a carico del costruttore. Nel periodo 1864-1877 il veliero fu comandato dal Padron G(iuseppe) Damiani, mentre armatore era F(rancesco) Damiani. Il Libro Registro del 1876-77 classifica il veliero della specie “goletta”.

26. Trabaccolo S. MARIA DEI MARTIRI poi SANTA MARIA DEI MARTIRI. Costruito a Molfetta nel 1862, di 35 tonnellate e immersione di 1,62 metri. Il 31 maggio 1862, il negoziante Mauro Luigi Ciccolella di Antonio, il proprietario Giovan Lorenzo Salvemini fu Raffaele e suo figlio Michele Salvemini dichiararono che essi avevano dato incarico ai maestri calefati Domenico e Berardino Uva, padre e figlio, di costruire un pielago di tonnellate 37,96 per il prezzo di 2.250 lire già pagate in diverse rate. Iscritto sino al 1876-77.

27. Trabaccolo MANNA DI S. NICOLÓ. Costruito a Mol­fetta nel 1862, di tonnellate 51 e immersione di 1,94 metri. Il 2 luglio 1862 il calafato Raffaele Cormio di Matteo, dopo aver dichiarato che nel cantiere posto alla rada denominata Pali stava costruendo un pielago della portata di 70 tonnellate e che la costruzione volgeva già al suo termine, vendette il solo corpo di detto pielago a Gaetano Grimaldi di Biagio, marinaro domiciliato in Bari, e promise di consegnarlo per il 30 novembre di quello stesso anno (1862) per ducati 1.020 pari a 4.334 lire e 89 centesimi. Nel 1873, il pielego La Manna di S. Nicola, di 54 tonnellate, era comandato dal Capitano di marineria Antonio Lanzone di Barletta.

28. Pielego GIUSEPPINO. Ristrutturato a Molfetta nel 1862, di 46 tonnellate e immersione di 1,94 metri. Il 3 dicembre 1853, i signori Santo Iannelli e Giacomo (de) Pasquale della città di Trieste vendettero per 700 ducati a Giuseppe Domenico Bovenga il pielago estero «Giuseppino» di 48 tonnellate. Il 26 agosto 1874 Luigi Silvestri di Michele vendette per 5.850 lire ai signori Vincenzo de Feo fu Nicola (carati 12) ed ai suoi figli Nicola e Domenico (carati 6 ognuno) questo trabaccolo mercantile di lunghezza m. 16,63; larghezza m. 5,12; altezza m. 2,32; di tonnellate 37,46 iscritto alla matricola n° 356 del Compartimento marittimo di Bari. Censito sino al 1871.

29. Trabaccolo NUOVA S. FILOMENA. Costruito a Mol­fetta nel 1863 dal maestro d’ascia Nicola Cioce fu Domenico, di 88 tonnellate e immersione di 2,59 metri. Nel Libro Registro del 1882, iscritto alla matricola n° 480 del Compartimento marittimo di Bari, era classificato Brigantino Goletta. Dimensioni (in metri): Lunghezza 21,70. Lar­ghezza 6,38. Puntale 3,38. Censito sino al 1892

30. Pielago SAN NICOLA DE BARI poi S. NICOLA DI BARI. Costruito a Mol­fetta nel 1863, di 39 tonnellate e immersione di 1,94 metri. Nel 1869 era comandato da Pantaleo Coppolecchia, mentre armatore era Tommaso Binetti. Il 21 dicembre 1875 il commerciante Tommaso Binetti fu Giulio vendette per 5.100 lire a Gennaro Ventura fu Nicola Simone questo trabaccolo di lunghezza m. 19,72; larghezza m. 5,42; altezza m. 2,34; di 35,16 tonnellate, iscritto sotto la matricola n° 405 del Compartimento marittimo di Bari. Censito sino al 1881.

31. Pielago S. MARCELLINO. Costruito a Molfetta nel 1863, di 15 tonnellate e immersione di 0,97 metri. Nel 1873, con 35 tonnellate di registro, era riportato al numero d’ordine 3155 dell’elenco del naviglio a vela della marina mercantile italiana. Censito sino al 1877.

32. Brigantino Goletta S. SPIRIDIONE. Costruito a Molfetta nel 1863 dal maestro d’ascia Nicola Cioce, di 147 tonnellate e immersione di 3,24 metri. Nel 1871, iscritto al porto di Barletta, era comandato dal Capitano era L. Dascanio e di proprietà dell’armatore L. Cafiero. Nel 1886, il brigantino goletta San Spiridione, iscritto al n° 838 del Compartimento marittimo di Palermo, era censito nell’Universal Register dei Lloyd di Londra. Proprietari erano i signori M. Combino & R. Florito di Palermo. Nel 1887, ribattezzato ANTONIO PADRE o ANTONINO PADRE, era dell’armatore Salvatore Di Donna. Dimensioni (in metri): Lunghezza 20,25; larghezza 7,60; puntale 4,72. Tonnellaggio 103 tonnellate. Alla data del 1° gennaio 1895 era ancora in servizio.

33. Trabaccolo CARMELITANO. Costruito a Molfetta nel 1864, di 59 tonnellate e immersione di 2,27 metri. Nel 1869, iscritto a Manfredonia, era comandato dal Cap. M. Dibitondo. Censito sino al 1878.

34. Lougre CORRADINO o IL CORRADINO. Costruito a Molfetta nel 1866-67, di 57 tonnellate e immersione di 1,94 metri. Il 18 maggio 1866 il costruttore calafato Matteo Cormio fu Raffaele promise al negoziante Michele Spadavecchia fu Michele di costruirgli, dietro compenso di 1.275 lire, un legno mercantile con la prora a clipper a poppa quadra all’uso moderno, da ter­minare entro il mese di aprile del suc­cessivo anno (1867). Il 31 agosto 1907 il veliero fu iscritto al n° 7 del Registro matricola dei velieri del Circondario marittimo di Molfetta. Il 24 luglio del 1912 fu venduto a Spa­lato e cancellato dal Registro il successivo 30 agosto.

35. Brick Schooner GIOVANNINO. Costruito a Molfetta nel 1868 e varato nel 1869, di 148 tonnellate. Il brich goletta vantava le seguenti dimensioni (in metri): tonnellate 148; lunghezza 23,47; larghezza 6,39; altezza 3,80; valore dello scafo 10.000 lire; valore degli attrezzi 20.000 lire. Nell’elenco del 1873, il brick schooner di 123 tonnellate di registro, registrato al n° d’ordine 1584, era di proprietà del Padron De Santi (meglio Delli Santi).

36. Goletta VINCENZINO. Il 10 otto­bre 1873 il costruttore navale di prima classe Mauro Mezzina di Nicola di­chiarò nell’Ufficio di Porto di Molfetta che nel suo cantiere, situato sulla spiaggia via Crucis, stava per in­traprendere, per conto di Oronzo de Candia fu Giuseppe e figli, la costru­zione di una goletta mercantile. Varato nel mese di maggio 1874, il costruttore per la sola manodopera ricevette 1.700 lire. Nel 1884, iscritto alla matricola n° 790 del Compartimento marittimo di Bari, registrava le seguenti dimensioni (in metri): tonnellaggio 67; lunghezza 20,20; larghezza 5,76; puntale 3. Nel 1904 la goletta era censita sia dal Veritas Austro Ungarico che dal Registro Italiano. Radiato prima del 1906.





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