
Molfetta, 12/06/2026
In questa puntata (terza ed ultima) vengono elencati i velieri da commercio che pur registrando Molfetta come porto d’armamento erano stati costruiti in cantieri non molfettesi.
Una ricerca storica sui "mercantili molfettesi" realizzata dal nostro amico Cav. Corrado Pisani. Un contributo prezioso alla memoria collettiva della nostra comunità, che l’Associazione Oll Muvi, affermata nel mondo attraverso il brand "I Love Molfetta" è lieta di ospitare sul proprio sito web.
1) Trabaccolo L’AUDACE poi AUDACE. Costruito nel 1852 a Sinigaglia di 45 tonnellate e immersione di 1,95 metri. Nel 1864 capitano/armatore era Giuseppe Panunzio. Radiato dopo il 1872.
2) Schooner LA CONCORDIA. Costruito nel 1843 (o 1846) a Castellammare di 96 tonnellate e immersione di circa 2,60 metri. Nel 1864 Capitano era Teobaldo Fornari; Armatore L. Dedati. Nel 1873, iscritto al Compartimento marittimo di Trapani, era al comando del Capitano N. Di Gaetano. Nel Registro 1876-77 non era più censito.
3) Trabaccolo LA GAETANA ex L’ITALIANO. Costruito nel 1848 a Sinigaglia di 50 tonnellate e immersione di circa 1,95 metri. Il 2 gennaio 1855 i signori Vincenzo Delise di Mauro di Trieste e Antonio Padovano fu Giuseppe di Chioggia (Chiozza) vendettero per 2.627 ducati e grana 34 a Michele Pansini fu Girolamo il pielago con bandiera austriaca denominato «l’Italiano» di 56 tonnellate. L’elenco dei navigli mercantili austriaci alla fine del 1853 include questo trabaccolo (di 56 tonnellate) e riporta i seguenti dati: Cap. Antonio Padovan, costruito a Senigallia nel 1838, armatori Antonio Padovan (domiciliato in Chioggia) e Antonio Vincenzo Delise (domiciliato in Trieste). Nel 1864 Capitano era Francesco Visaggio mentre Armatore era Michele Pansini. Il 20 settembre 1868 Giuseppe Visaggio e Francesco Visaggio, padre e figlio, vendettero il pielago denominato «la Gaetana» di 50,39 tonnellate per 8.056 lire e 51 centesimi a favore di Carmelo (Carmine) Pansini fu Luigi. Il 29 ottobre del 1869 Carmine Pansini vendette per lire 3.400 a Mauro Bovenga detto pielago di tonnellate 50,39, iscritto alla matricola di Barletta n° 227, che era stato già di proprietà del defunto Michele Pansini fu Girolamo (n. 8 novembre 1826 - m. 29 agosto 1865). Il 1° novembre 1871 Mauro Bovenga pignorò il suo pielago. Il 12 maggio 1872 Mauro Bovenga vendette per 3.000 lire a Corrado Altomare fu Giuseppangelo (acquirente per metà), Tommaso Binetti fu Giulio e Luigi Silvestri di Michele (entrambi acquirenti per ¼) l’intero pielago di tonnellate 50 denominato «la Gaetana» matricola di Barletta n° 64 poi al Compartimento marittimo di Bari per n° 234. Nell’elenco del novembre 1873 il veliero, classificato come brick-schooner, era registrato al n° d’ordine 1432 e comandato da G. Amodeo, mentre armatore era il signor Traversa. Nel Libro Registro 1876-77 non era più censito.
4) Lo schooner L’AUSONIA. Costruito nel 1857-58 a Sinigaglia, di 88 tonnellate e immersione di circa 2,60 metri. Nel 1864 Capitano/Armatore era Matteo de Judicibus. Nel 1869 era comandato da G. Minervini., suo armatore era Giuseppe Domenico Panunzio. Il 30 novembre 1868 Matteo de Judicibus cedette per 10.200 lire al Panunzio questo veliero, a un ponte e due alberi, iscritto sotto il numero 228 del Registro matricola di Bari. Il signor de Judicibus, nell’atto di vendita, dichiarò che, giusta l’atto di riconoscimento datato 16 luglio 1863, il veliero era stato costruito su sua committenza. Il 13 aprile 1878, Giuseppe Panunzio di Tommaso vendette per il prezzo di 4.000 lire a Luigi Perone fu Raffaele, nativo di Napoli e residente in Trani, questa “barca da viaggio che dicesi brigantino goletta”, di 68,25 tonnellate, iscritta alla matricola n° 385 del Registro matricola di Bari. Classificata “goletta” risulta iscritta sino al 1876-77.
5)Trabaccolo MADONNA DEL CARMINE. Costruito nel 1855 a Rovigno (Rovinj, in Croazia) di 36 tonnellate e immersione di circa 1,95 metri. Dimensioni (in metri): lunghezza 20,83; larghezza 6,40; altezza 3 Nel 1864 Capitano/Armatore era Michele Spadavecchia. Iscritto sino al Registro navale del 1871. Il 25 agosto 1864 il pielego «Madonna del Carmine», di tonnellate 37, comandato dal padron M. Spadavecchia, partì da Trieste e diretto per Molfetta con un carico di 27 colli di riso, 24 colli di tessuti, 415 tavole di legno e diversi altri colli. Il 20 marzo 1866 il veliero giunse a Trieste e, imperversando un maltempo, preferì ancorare alla punta di S. Andrea, che le guide di navigazione dell’epoca indicavano come un approdo sicuro quando la bora infuriava in maniera violenta. Una cronaca giornalistica coeva attesta che «La notte di martedì [20 marzo] a causa del tempo, s’era ancorato di facciata la vicina punta di S. Andrea il pielego italiano Mad(onna) del Carmine padron Spadavecchia, proveniente da Molfetta e diretto per qui, carico d’olio e mandorle. Sopraggiunto ieri mattina [21 marzo] un gagliardo vento da ostro-libeccio il pielego fu gettato a terra ed andò in pezzi».
6) Trabaccolo SAN SPIRIDIONE poi S. SPIRIDIONE. Costruito a Sinigaglia nel 1848, di 57 tonnellate e immersione di circa 1,95 metri. Nel 1864 suo Capitano era Giacinto Modugno. Armatore erano i soci Pansini, Gallo e Compagni. Nel 1882, con gli stessi Capitano e armatore, il trabaccolo risulta (di 49 tonnellate) era iscritto sotto la matricola n° 381 di Molfetta. Il veliero è citato sino al Libro Registro 1886.
7)Trabaccolo S. MARIA DEI MARTIRI poi SANTA MARIA DEI MARTIRI. Costruito a Rovigno nel 1849, di 50 tonnellate e immersione di 2,27 metri. Nel 1864 suo Capitano/Armatore era Vito Nicola De Gioja. Censito sino al 1876-1877.
8) Trabaccolo ADDOLORATA. Costruito a Fiume in un anno non noto, di 69 tonnellate e immersione di 2,27 metri. Nel 1865 era comandato dal Cap. V. Salvini ed era di proprietà di Carmine Fabiano. Nel 1869, ribattezzata L’ADDOLORATA, passata a Trani con armatore G. Fabiano. L’elenco del 1873 lo riporta come pielago al numero d’ordine 34, di tonnellate 62, iscritto nel Compartimento di Gaeta e di proprietà dell’armatore G. Popolla (o Papolla).
9) Trabaccolo CARACCIOLO ex IL VELOCE. Costruito a Sinigaglia nel 1838 (o 1848), di tonnellate 66 e immersione di 2,27 metri. Nel 1866, già ribattezzato “Caracciolo”, anno nel quale fu iscritto nel Registro Italiano, porto di armamento di Molfetta, era comandato dal Padron Antonio Pasquale di Bisceglie e di proprietà di Mauro Fornari. Censito sino al 1876-77.
10) Trabaccolo IL SALVATORE o SALVATORE. Costruito a Cherso nel 1855 (o 1862), di tonnellate 35,83 e immersione di 1,62 metri. L’Annuario del Lloyd Austriaco pel l’anno 1854 cita l’avvenuta costruzione a Cherso nel 1853 di un “pielego” al quale fu imposto il nome di Salvatore di 42 tonnellate. Nel biennio 1853-54 questo veliero fu comandato dal capitano Antonio Tentor fu Giorgio ed era in comproprietà tra il citato Antonio (8 carati) e suo fratello Giorgio Tentor (16 carati), entrambi domiciliati a Cherso. Nel 1869, iscritto al Registro Italiano e porto di armamento Molfetta, era comandato da Padron Giuseppe Pignatelli che ne era anche il proprietario. Il 9 giugno 1873 Giuseppe Pignatelli (1819-99) cedette a suo figlio Pietro questo veliero, a un ponte con due alberi, iscritto al numero 254 del Registro matricola di Bari, per 500 ducati napoletani pari a 2.125 lire italiane. Il 15 febbraio 1875 il citato Pietro Pignatelli cedette a Maurangelo de Gioia di Gaetano otto carati di questo trabaccolo di 28,21 tonnellate, per il prezzo di 850 lire. Il 6 giugno 1879 il commerciante Maurangelo de Gioia cedette al commerciante Mauro Giuseppe Pignatelli di Giuseppe carati 12 di questo veliero, per il prezzo di 400 lire. Dimensioni: lunghezza m. 14,40; larghezza m. 5,58; altezza m 2,21. Nel 1892 il pielego era riportato nel libro-registro del Veritas Austro-Ungarico: Capitano era Vito Onofrio Claudio; Armatore i fratelli (Pietro e Mauro Giuseppe) Pignatelli. Nel 1896 non più censito.
11) Pielago L’ARDITO poi ARDITO MOLFETTESE. Costruito a Sinigaglia nel 1858, di 77 tonnellate e immersione di 1.94 metri. Nel 1871, iscritto al Registro Italiano con porto di armamento Molfetta, era comandato da M. Azzariti e di proprietà di Tommaso Panunzio. Il 2 giugno 1882 i proprietari e commercianti, fratelli Panunzio ossia il cavaliere Tommaso (carati 16) e don Sergio (carati 8), cedettero l’intero veliero ai fratelli Pietro Pignatelli e Mauro Giuseppe Pignatelli, entrambi figli di Giuseppe, per il prezzo concordato di 3.000 lire. Nel Libro Registro 1884 con il nome Ardito Molfettese, di tonnellate 55, era iscritto sotto la matricola n. 490 del Registro matricola di Bari. Stazzato nuovamente e ritrovato di 49,45 tonnellate, il 10 ottobre 1893 Mauro Giuseppe Pignatelli cedette al fratello Pietro la sua metà, per il prezzo di 1.600 lire. Il 12 maggio 1895, il commerciante Pietro Pignatelli cedette l’intera goletta ai fratelli Andrea e Gaetano Carbone fu Vincenzo, marinari da viaggio, e a Grazia Marcotriggiano, suocera di Andrea Carbone, nativa di Giovinazzo e dimorante in Patrasso, acquirenti per 8 carati ciascuno, per 3.000 lire. Nel triennio 1896-1898 il trabaccolo con 5 persone di equipaggio risulta aver stazionato nel porto di Patrasso.
12) Trabaccolo ROSINA. Costruito a Chioggia nel 1855, di 76 tonnellate e immersione di 6 piedi francesi. Nel triennio 1869-71, era comandato da Padron Corrado de Dato fu Domenico ed era in comproprietà tra il possidente Stefano de Dato fu Corrado ed altri soci. Nell’elenco del 1873, registrato al n° d’ordine 2946 e iscritto al Compartimento marittimo di Rimini, era comandato da Padron Onofrio de Dato, mentre armatore era sempre Stefano de Dato. Nel 1878 era sempre al comando di Padron Corrado de Dato e di proprietà del citato Stefano de Dato e soci. Due anni dopo, il 16 febbraio 1880 Stefano de Dato e suo figlio Corrado, insieme a Francesco Gadaleta fu Mauro, comproprietari per carati 8 ciascuno, vendettero per 5.000 lire ad Andrea Porcelli fu Angelo nativo di Bisceglie, domiciliato e residente a Cherc o Kerch in Crimea, l’intero trabaccolo «Rosina» della capacità di tonnellate 77,65 e iscritto alla matricola n. 19 del Registro matricola di Bari.
13) Lougre S. FRANCESCO DI PAOLA o SAN FRANCESCO DA PAOLA. Bastimento a goletta costruito ad Ancona nel 1862, di 77,68 tonnellate e immersione di 2,27 metri. Sue caratteristiche e dimensioni (in metri) erano: 75 tonnellate di Registro; lunghezza 20,40; larghezza 5,42; altezza 2,67. Il 7 febbraio 1871 il commerciante Domenico Di Paola fu Ruggiero Antonio (domiciliato a Barletta), proprietario di questo veliero per averlo ereditato da suo padre, lo cedette ai fratelli Binetti (Paolo e Corrado di Sergio), a Cosmo Bovenga fu Giuseppe Domenico e Domenico De Gioia di Maurangelo, per il prezzo di lire 4.819 e 50 centesimi. Il Libro Registro 1871 (pag. 189) certifica che il veliero era comandato da Padron A(ntonio) Valente. Il 9 aprile 1872 il Bovenga cedette il suo terzo a Maurangelo De Gioia di Gaetano, per la somma di lire 1.606 e 50 centesimi. Il 17 marzo 1873 furono i fratelli Binetti a cedere la loro quota al detto Maurangelo De Gioia, per lo stesso prezzo. Il 31 marzo 1874 Maurangelo De Gioia (carati 16) e Domenico De Gioia (carati 8), padre e figlio, cedettero tutte le loro quote a Nicola di Micco Leucio (acquirente di carati 10), Gennaro Laurora (carati 8) e Sabino Petrignani (carati 6), per il prezzo di 8.500 lire. Nel 1887, iscritto alla matricola n° 178 del Compartimento di Bari, classificato Goletta, di 50 tonnellate, era comandato da Nicola di Micco che ne era anche il proprietario. L’anno seguente il veliero, comandato dallo stesso di Micco, era di proprietà del capitano Felice Piraino fu Giuseppe di Milazzo e iscritto alla matricola n° 1018 del Compartimento di Messina. Alla data del 1° gennaio 1895 era in attività
14) Pielago LA VITTORIA. Costruito a Sinigaglia nel 1851, di 41 tonnellate e immersione di 2,27 metri. Nel 1876-77 era comandato da Giuseppe Galeppi, mentre armatore era Francesco Galeppi. Nel 1877-78, classificato trabaccolo, era comandato da Mauro Angelo De Gioia (1826-1900), mentre armatore era Francesco Galeppi. Nel 1882 era iscritto al numero 366 di Bari. Censito sino al 1885.
15) Trabaccolo MADONNA DELLE GRAZIE. Costruito a Sinigaglia nel 1846, di tonnellate 45 e immersione di circa 1 metro. Nell’elenco del 1873, il veliero di 51 tonnellate di registro, riportato al numero d’ordine 2091, iscritto al Compartimento marittimo di Bari, era comandato dal Padron G. Pasquale e di proprietà dell’armatore Vincenzo Soldani. Nel triennio 1878-81 era comandato da Andrea Colajani e di proprietà del citato mentre armatore era il già citato Soldani (scritto Saldani). Nel 1882 non risulta più censito.
16) Brigantino Goletta GARIBALDI. Costruito a Venezia nel 1850. Nel 1869, di tonnellate 119 e immersione di circa 2,60 metri, iscritto al Compartimento di Bari, era comandato da Padron P. Pantaleo e in comproprietà tra i signori G. Pantaleo e Compagni. Nel decennio 1871-1881, lo schooner di circa 100 tonnellate, era comandato da F. Andreola. Nel 1876 il veliero fu classificato Brigantino Goletta. Nel 1881, di 80 tonnellate di Registro e iscritto al numero 8 del Compartimento di Bari, era comandato dal già citato Andreola e di proprietà dello stesso Pantaleo. Nel 1884, di 79,65 tonnellate, ribattezzato con il nome IRENE era comandato dal Cap. Giuseppe De Feo e di proprietà dello stesso De Feo. In attività fino al 1886.
17) Trabaccolo S. FRANCESCO MARTORELLI. Costruito a Senigallia nel 1853 dal costruttore di legni marittimi Mariano Farina. Varato nello stesso anno con il nome «S. Francesco», di tonnellate 59. Il Libro Registro 1871 (pag. 188) certifica che il trabaccolo di 72 tonnellate e un’immersione di 2,27 metri, era comandato dal Capitano marittimo Andrea Delgrande e di proprietà di suo padre Giovanni Delgrande. Porto di armamento era la città di Pesaro. Due anni dopo (1873) il trabaccolo, di 72 tonnellate, iscritto al Compartimento di Rimini, riportato al numero d’ordine 3062 dell’elenco del naviglio a vela della marina mercantile italiana. Nel 1874 il trabaccolo fu acquistato dal commerciante Angelo Intini di Mola di Bari che il 26 novembre di quello stesso anno (1874) lo iscrisse al numero 789 del Registro matricola di Bari. Nuovo comandante del veliero divenne il Cap. Ferdinando Intini. In epoca successiva fu venduto a commerciante molfettese Antonio Binetti fu Antonio. Il 31 ottobre 1881, ribattezzato San Francesco Martorelli (che altri non è se non il più noto S. Francesco di Paola) ed un tonnellaggio di registro pari a 59, Antonio Binetti vendette a Tommaso Binetti fu Giulio carati 8 di questo veliero per 1.600 lire. Nel 1883 fu censito dal Veritas austro-ungarico con il nome St. Francesco Martorelli. Il libro-registro di quello stesso anno riporta le seguenti note: Capitano Pasquale Ventura. Porto, anno di costruzione Sinigaglia, 1853. Tonnellate 59. Pescaggio piedi 7½ (metri 2,37). Armatori A. Binetti e Compagno. Porto d’armamento Molfetta. Agli inizi del 1883 comproprietari di quest’unità, a un ponte e due alberi, erano Tommaso Binetti (16 carati) e Ignazio Ciccolella (8 carati). Il 15 aprile di quello stesso anno (1883) Tommaso Binetti vendette i suoi carati a Ignazio Ciccolella di Luigi (4 carati) e a Vito Piccininni fu Bartolomeo (12 carati), per 3.000 Lire. Nel 1884, il trabaccolo S. Francesco Martorelli era comandato dal Cap. V. Traversa, mentre armatore era Luigi Ciccolella e Compagni. Sue dimensioni in metri erano: lunghezza 16,30; larghezza 5,45; puntale 2,53. Il 12 luglio 1885 Ignazio Ciccolella vendette la sua quota a Giacomo Magrone fu Vito, per il prezzo di 1.500 lire. In questo rogito si apprende che il trabaccolo era di costruzione nazionale, dotato di due alberi e con le seguenti dimensioni di stazza: lunghezza 19,65 metri; larghezza 6,34 metri; altezza 2,62 metri. All’inizio del mese di marzo 1888, al comando di padron Giacomo Magrone, il trabaccolo salpò da Molfetta per raggiungere l’alto Adriatico. Il 4 marzo fu investito da un violento fortunale con vento e mare grosso. Nell’impossibilità di essere governata l’unità fu spinta sulla costa e ridotta in pezzi. L’equipaggio, composto da sei uomini, ed un passeggero travolti dalle onde persero tutti la vita. Testimonianze di questo naufragio sono una dichiarazione resa (nella stessa giornata del naufragio) dinanzi l’Ufficio di Porto di San Benedetto del Tronto ed una lettera della Sottoprefettura di Barletta datata 15 marzo 1888. Da esse si ha contezza del naufragio e del ritrovamento del cadavere di Francesco Magrone. Il primo documento riporta la dichiarazione di due testimoni oculari, il dott. Francesco Novelli e il sig. Pilota Enrico, dinanzi l’incaricato dell’Ufficio di Porto di San Benedetto (ricadente nel Compartimento marittimo di Ancona) sig. Domenico Palestini (ivi destinato già nel 1887): «.... sul naufragio del trabaccolo S. Francesco Martinelli iscritto nel Compartimento di Bari e al comando del padron Giacomo Magrone naufragato il 4 marzo per un fortunale venne a secco sulla spiaggia nelle vicinanze del fiume Tronto dove si ridusse a pezzi e per salvarsi si gettò a nuoto il marinaio Pierno Vito Onofrio di Luigi e de Giglio [errore per de Gioja] Rosa nato a Molfetta il 20-3-1850 e scomparve, matricola di Bari n. 4441, non si potè adoperare nessun mezzo per soccorrere perchè lontano da terra, scomparso alle 2,55 pm».
18) Brigantino VALENTE. Le vicende di questo veliero sono note perchè già pubblicate sul nostro sito web il passato 7 aprile u.s.
Fine
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