I mercantili molfettesi (1860-1885) - Parte I - di Corrado Pisani

 

I mercantili molfettesi (1860-1885) - Parte I - di Corrado Pisani

 

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Molfetta, 25/05/2026



La relazione ufficiale al re Ferdinando IV redatta dall’avvocato Giuseppe Maria Galanti (1743-1806) che doveva servire per la descrizione corografica della Puglia e che avrebbe dovuto far parte del quinto volume della Nuova descrizione storica e geografica delle Sicilie, ma che non venne pubblicato, testimonia che intorno al 1790 «Molfetta, Bari e Mola sono le città… [che] hanno bastimenti propri che sono chiamati Trabaccoli, e sono legni adatti a questi lidi di basso fondo. In tutto sono circa sessanta portanti fino a 900 some di olio…». La consistenza numerica dei velieri molfettesi (trabaccoli/pielaghi) che effettuavano il commercio in Adriatico sin dalla metà del Settecento subì un continuo incremento come dimostrano i dati numerici rilevati da diversi documenti: 5 trabaccoli nel 1753; 21 unità (1 brick scuner, 20 trabaccoli) nel 1838; 19 unità (1 brick scuner, 18 pielaghi) nel 1852.


Ancora una ricerca preziosa realizzata dal nostro amico Cav. Corrado Pisani, appassionato conoscitore della storia di Molfetta: "i mercantili molfettesi". Un contributo prezioso alla memoria collettiva della nostra comunità, che l’Associazione Oll Muvi, affermata nel mondo con il brand "I Love Molfetta" è lieta di ospitare sul proprio sito web.

Relativamente al periodo 1860-1885 ossia il venticinquennio successivo all’unità d’Italia, non avendo ritrovato statistiche specifiche riguardanti questo argomento, ho dovuto ricostruire il tutto mettendo insieme i diversi tasselli. Al termine posso affermare che il naviglio a vela costituente il nerbo della marina mercantile molfettese che solcava l’Adriatico (nel periodo in esame) annoverava ben 54 unità, il cui porto di costruzione contava 36 (di Molfetta) e 18 (fuori Molfetta). All’elenco si deve aggiungere il trabaccolo (schooner) «Il Faraone» o «Faraone», di 104 tonnellate, di proprietà del signor Tommaso Panunzio, console pontificio, che il 4 aprile 1859 al comando di Gaetano De Judicibus fu Corrado, proveniente da Molfetta giunse nel porto di Venezia.

Qui riportiamo i (primi venti) velieri costruiti dalle nostre maestranze:

1) Trabaccolo VINCENZINO. Costruito a Molfetta nel 1837 (o 1857), di 47 tonnellate e immersione di 2,27 metri. Capitano Giuseppe de Candia. Armatore Oronzo de Candia. Censito fino al 1886.

2)Trabaccolo LA FORTUNA. Costruito a Mol­fetta nel 1838, di 77 tonnellate e immersione di 1,94 metri. Nel 1866, iscritto al porto di Molfetta, era comandato dal Capitano R. Patella e di proprietà dei Fratelli delli Santi. Censito fino al 1871.

3)Trabaccolo LA CERERE ex GIOVANNINO. Costruito nel 1846-47 a Molfetta di 46 tonnellate e immersione di 1,62 metri. Il 6 luglio 1858 Leonardo Rana vendette il pielago a due alberi nominato «Giovannino» per 1.625 ducati a Gennaro Valente (carati 18), Raffaele Cozzoli (carati 3) e Pietro Domenico Boccardi (carati 3). Il 21 giugno 1860 Gaetano de Gioia (9 carati), Nicola Turtur (carati 9), Giuseppe Attanasio (carati 3, già appartenuti a Domenico Palombella) e Mauro Angelo de Gioia (carati 3) vendettero per 4.100 ducati a Vincenzo Columbo, Giuseppantonio Bottalico e Francesco Ancona, negozianti di Bari, un brich scuner, denominato «la Cerere» di tonnellate 86,92 munito di atto di riconoscimento n° 15658 del 30 luglio 1853 della Commissione Marittima residente a Barletta. Saltando i diversi passaggi di proprietà. Nel novembre 1873 il trabaccolo era iscritto al numero d’ordine 1891 dell’elenco del naviglio a vela della marina mercantile. Radiato prima del 1876.

4) Schooner GENIO DI DUE FRA­TELLI poi IL GENIO DEI DUE COGNATI. Co­struito a Molfetta nel 1857, di 123 tonnellate e immersione di 2,59 metri. Il 10 settembre 1855 il maestro calefato Nicola Cioce, per atto di notar Ruggiero Fuccilli di Barletta rogato in pari data, promise a Giuseppe Ruggero ed ai fratelli Sabino delli Santi e Spiridione delli Santi di costruire un pielago con la poppa quadra, e prua a trabaccolo, per il prezzo di 1.400 ducati. L’11 luglio del successivo anno (1856) il veliero fu consegnato in Molfetta. Nel 1869 suo Capitano era A. Cacace, mentre armatore era Savino delli Santi. Nel 1882, con un tonnellaggio di registro pari a 96 tonnellate, era iscritto alla matricola n° 286 del Compartimento marittimo di Bari. Il successivo anno (1883), ribattezzato «Il Genio dei due cognati», era iscritto sotto la matricola n° 1542 (o 2542) del Compartimento marittimo di Napoli. Radiato prima del 1891.

5) Schooner SAN GIUSEPPE. Costruito a Molfetta nel 1849, di tonnellate 116 e immersione di 2,92 metri. Nel 1869, iscritto a Barletta, era comandato da S. Rondinone, armatore era Ignazio Delli Santi. Nel 1876 era classificato “goletta”. Radiato dopo il 1879.

6) Trabaccolo NUOVO S. CARLO. Costruito a Molfetta nel 1850. Il 20 luglio 1850, il costruttore calefato Matteo Cormio di Raffaele (1808-1891) vendette a Ciriaco Marcello e Vincenzo de Paola (di Paola) il corpo nudo del pielago di tonnellate 9210/94 denominato «San Carlo» ch’egli (Cormio) aveva acquistato per 160 ducati da Luigi del Negro fu Giuseppe e da Antonio Spiridione di Viesti con atto rogato il 2 maggio 1850 in Barletta dal notaio Carlo Barracchia. Il 9 ottobre 1877 il calafato Michele Azzollini fu Antonio, rappresentante dei fratelli e figli di Luigi del Negro e Ignazio Castagnaro fu Francesco di Barletta, vendette per 3.800 lire a diversi signori di Bari il trabaccolo denominato «Nuovo San Carlo» di lunghezza 19,80 metri, di capacità di tonnellate 76,62, costruito a Molfetta nel 1850, iscritto sotto il numero 400 della matricola del Compartimento marittimo di Bari. Nel 1884, era comandato daò Cap. V. Saverio, mentre armatore era la signora Anna Mincuzzi. Dimensioni in metri: lunghezza 16,30; larghezza 5,45; puntale 2,53. Il 19 gennaio 1899 il trabaccolo «Nuovo San Carlo» fu acquistato per 1.200 da tre molfettesi: il navigante Francesco Azzarita fu Vincenzo per 12 carati, il navigante Giuseppe I° De Pinto fu Maurantonio per 6 carati e il navigante Paolo Augenti di Giuseppe per 6 carati. Il 29 gennaio 1900 il navigante Francesco Azzarita (titolare di 12 carati), il navigante Giuseppe I° De Pinto fu Maurantonio (titolare di 6 carati) e il navigante Paolo Augenti di Giuseppe (titolare di 6 carati) vendettero per 1.500 lire ai naviganti Salvatore Sallustio fu Giovanni e Luigi Turtur di Corrado l’intero veliero. Radiato prima del 1902.

7) Trabaccolo LEALE. Costruito a Molfetta nel 1851, di 53 tonnellate di registro. Nell’elenco del 1873 è riportato al n. d’ordine 1927. Suo Capitano/Arma­tore era il signor Di Cagno.

8) Brick-Goletta GARIBALDI. Costruito a Molfetta nel 1852, di 87 tonnellate e immersione di 2,27 metri. Nel 1873 era riportato al n° d’ordine 1455 dell’elenco del naviglio a vela della marina mercantile italiana.

9) Pielago LEONE. Costruito a Molfetta nel 1853, di 98 tonnellate di registro. Nell’elenco del 1873 è riportato al n° d’ordine 1935. Suo Capitano era Carmine Gallo, mentre proprietario era il negoziante Nicola Vito Traversa.

10) Trabaccolo S. VINCENZO FERRERI. Costruito a Molfetta nel 1853 (o 1858), di tonnellate 54. Nel 1881-86, iscritto alla matricola numero 61 del Compartimento marittimo di Bari, era comandato dal Capitano S. Fera e di proprietà dell’armatore N. Di Martino. Dimensioni in metri: lunghezza 17,10; larghezza 6,18; puntale 2,74. Dal 1890 al 1896, il veliero fu al comando di Padron A. La Penna e di proprietà di G. De Meo e compagni. Radiato prima del 1897.

11) Pielago S. CATALDO. Costruito a Molfetta nel 1854, di 75 tonnellate di Registro. Nell’elenco del 1873 è riportato al n° d’ordine 3029. Suo Capitano era Padron N. Salerno, mentre proprietario era il signor Luca Uva.

12) Schooner S. VINCENZO DI PAOLA. Costruito a Molfetta nel 1854, di 77 tonnellate di Registro. Nell’elenco del 1873, registrato al n° d’ordine 3249, era comandato da Padron Luigi Gallo che n’era anche il proprietario.

13) Il brick IL MOSÈ ex MOSÈ (ex pielago di 74,00 tonn., poi trabaccolo di 49,63 tonn.). Nell’agosto del 1855 i maestri calafati Pasquale e Dome­nico Uva, entrambi figli di Berardino Uva, iniziarono la costruzione di un pielago commissionatogli dai signori Domenico Spadavecchia fu Leonardo Antonio (titolare di carati 12), Berardino Rotondo fu Paolo, Michele Silvestri di Luigi e Giacomo Salvemini fu Raffaele, titolari quest’ultimi di carati 4 per ciascuno. L’unità fu varata il 14 febbraio 1857. Le caratteristiche tecniche richieste dai committenti erano state: pielago a due alberi, con poppa quadra, con ca­mera e un ponte della lunghezza non inferiore a piedi 53 (m. 17,75), lar­ghezza di piedi 16 (m. 5,35), altezza di piedi 8 (m. 2,67), portata di circa 74 tonnellate. Il costo pattuito dell’opera assommò a 1.160 ducati, compreso una “regalia” di 110 ducati e la cessione di un vecchio pielago chiamato LA STELLA, del valore di 200 ducati. Radiato dopo il 1881.

14) Trabaccolo IL CAMPIDOGLIO ex SAN FRANCESCO DI PAOLA. Costruito a Molfetta nel 1856, di tonnellate 64,08 e immersione di 2,27 metri. Nel 1877-78, iscritto al porto di Barletta, era comandato da Padron Serio Spiridione, mentre armatori erano i Fratelli Delli Santi. Nel 1882 era iscritto sotto il numero 194 della matricola del Compartimento marittimo di Bari. In attività sino al 1886.

15) Schooner SAN FRANCESCO poi S. FRANCESCO. Costruito a Molfetta nel 1856 (o 1866), di tonnellate 146 e immersione di 2,59 metri. Nel 1869 era comandata da N. Dellisanti (meglio Delli Santi), armatore era F. Richetti (scritto Ricotti). Nel 1871 si prosegue con questo solo veliero. Due anni dopo (1873) compare al numero d’ordine 3064. Radiato dopo il 1878.

16) Brigantino Goletta SAN FRANCESCO poi S. FRANCESCO. Costruito a Molfetta nel 1857, di tonnellate 109 e immersione di 2,92 metri. Nel 1869 risulta essere comandata da Dellisanti (meglio Delli Santi), mentre armatore era Ricotti. Nel 1876-77 registrava le seguenti dimensioni (in metri) Lunghezza 20,43; larghezza 6,19; altezza 3,56; tonnellaggio di Registro: 109 (o 118) tonnellate. Valore scafo: 4.420 lire. Va­lore attrezzi: 17.000 lire. Radiato dopo il 1878.

17) Trabaccolo IL VITTO o VITTO. Costruito a Molfetta nel 1858, di 59 tonnellate e immersione di 2,27 metri. Nel 1871, iscritto a Monopoli, Capitano era N.M. Carbonaro, mentre armatore era F. Vitto. Due anni dopo (1873), il trabaccolo di 50 tonnellate di Registro e iscritto al Compartimento marittimo di Bari, era comandato dal Cap. Vincenzo Remaggio e proprietà dell’armatore M. De Martino e Compagni. Dopo il 1876-77 non risulta più censito.

18) Brigantino Goletta SANTA MARIA DEI FLAGELLI. Costruito a Molfetta nel 1858, di tonnellate 67 e immersione di 1,62 metri. Nel 1880-81 suo Capitano era C. Pappalardo, mentre armatore era M. Pappalardo. Nel 1882 il veliero era iscritto sotto la matricola numero 2166 del Compartimento marittimo di Napoli. Nel 1886 non risulta censito.

19) Goletta NUOVO STEFANINO. Costruito a Molfetta nel 1859, di 182 tonnellate e immersione di 3,57 metri. Il 24 ottobre 1858 i signori Vitantonio Pansini fu Bonifacio, Vito Panunzio fu Tommaso, Tommaso Panunzio fu Giuseppe Domenico e Francesco Fornari di Giovanni Battista, dopo aver dichiarato di possedere il corpo di una goletta fatta costruire in Molfetta dal proto Mauro Mezzina della lunghezza di 100 palmi (26,45 metri) matricolata al n° 2, vendettero lo stesso per 2.000 ducati a Francesco Calabrese fu Stefano, negoziante di Barletta. Nel 1876, iscritto al porto di Barletta, era comandato dal Capitano Antonio Rondinone e di proprietà di Francesco Calabrese. Censito sino al 1878.

20) Trabaccolo LA FEDA o FEDE. Costruito a Molfetta nel 1859, di tonnellate 44. Gli atti notarili certificano che il 4 febbraio 1859, il maestro calefato Nicola Cioce fu Domenico di Molfetta promise al padron di barca Fedele Pastore fu Michele, al falegname Vincenzo de Stefano fu Francesco e al marinaro Sabino de Viesti di Ignazio, tutti e tre di Barletta, di costruire «un legno in forma di Pielago, con poppa quadra, e prua a trabacolo». Nel 1881, iscritto alla matricola n° 202 del Compartimento marittimo di Bari, era comandato da Padron Savino Di Viesti che ne era anche il proprietario. Dimensioni in metri: lunghezza 16,30; larghezza 5,45; puntale 2,53.

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